Sito naturale
Foresta di Huelgoat
Huelgoat · Finistère
Una foresta demaniale di 1.170 ettari nel cuore del Finistère: caos di blocchi di granito, la Rivière d’Argent, la Roche Tremblante, la Grotte du Diable e il Camp d’Artus. Accesso libero dal villaggio.
- Durata consigliata
- Da 1 ora a mezza giornata
- Tipo di luogo
- Foresta demaniale, caos di granito e fiume
- Atmosfera
- Fantastico e coperto di muschio, animato dall’acqua sotto le rocce, misterioso nella nebbia
- Come arrivare
- Huelgoat, Finistère centrale: D769 da Morlaix, D764 da Carhaix-Plouguer. Per una prima visita parcheggia in centro o vicino al lago ed entra dal Moulin du Chaos: villaggio, ristoranti e foresta senza risalire in auto. Altri parcheggi servono l’Arquellen (Camp d’Artus), il Gouffre e la Roche Cintrée. Accesso libero.
A chi è adatto questo luogo
- In famiglia
- 10/10
- In coppia
- 10/10
- Con amici
- 9/10
- Da soli
- 9/10
- Con un cane
- 8/10
- Mobilità ridotta
- 4/10
Questi punteggi sono calcolati da ciò che indica la pagina: classificazione ufficiale, servizi, difficoltà, durata e posizione. Sono indicativi e non sostituiscono il contatto con la struttura, soprattutto per l’accessibilità.
Informazioni
La foresta di Huelgoat è uno dei siti naturali più sorprendenti della Bretagna. Nel cuore del Finistère, ai piedi dei Monts d’Arrée e nel Parco Naturale Regionale d’Armorique, questa foresta demaniale di circa 1.170 ettari appartiene allo Stato ed è gestita dall’ONF (l’ente forestale nazionale). Il nome deriverebbe dal bretone «huel», alto, e «koat», bosco: il bosco alto. Vi si entra dal centro del villaggio, e in pochi minuti si passa dalle case di granito a un paesaggio di blocchi giganti, muschio e felci. Lo spettacolo è tutto del granito. Il massiccio si formò circa 315 milioni di anni fa nelle profondità dell’antica catena ercinica, da magma raffreddato lentamente. Man mano che l’erosione consumava le rocce soprastanti, risalì verso la superficie e si fessurò; l’acqua attaccò le fessure, gli spigoli si arrotondarono e il granito alterato intorno si trasformò in sabbia. Restano blocchi da decine a centinaia di tonnellate, accatastati, incastrati o ribaltati: un caos. La Rivière d’Argent scivola tra di essi, scompare sotto le pietre e riappare più avanti. Tutto comincia al Moulin du Chaos, all’uscita del lago, il cui architrave porta la data 1339. Subito dopo il fiume sprofonda una ventina di metri sotto i blocchi. Poi vengono la Grotte du Diable (Grotta del Diavolo), in cui si scende tra le rocce; il Ménage de la Vierge; la Roche Tremblante (Roccia Tremante), circa 137 tonnellate che basta spingere nel punto giusto per farle oscillare; il Champignon (Fungo), più di 200 tonnellate su una base stretta; poi, lungo l’Allée Violette, la Mare aux Fées (Stagno delle Fate) e il Gouffre (Abisso), dove il fiume si precipita tra le rocce. Ogni roccia ha la sua leggenda. La più nota racconta che Gargantua, nutrito male con pappa di grano saraceno dagli abitanti, scagliò per vendetta queste pietre su Huelgoat. Si dice anche che le fate si pettinassero presso il loro stagno, che Dahut, figlia del re Gradlon, gettasse i suoi amanti nel Gouffre, e che re Artù dormisse nella grotta che porta il suo nome. Il Camp d’Artus, invece, è molto reale e molto più antico: un oppidum gallico degli Osismi di circa 30 ettari, il più grande della penisola armoricana, i cui bastioni e fossati si distinguono ancora sotto gli alberi. La foresta racconta anche una storia industriale. Il lago, di circa 15 ettari, fu creato nel XVIII secolo per fornire acqua alle miniere di piombo argentifero di Huelgoat e Locmaria-Berrien, tra le più importanti del regno; chiusero definitivamente nel 1934, e la Rivière d’Argent (Fiume d’Argento) deve probabilmente loro il nome. Le miniere consumarono il legno della foresta, poi ripiantata, da cui le sue conifere, oggi quasi metà degli alberi. Il clima molto umido nutre muschi, licheni e una felce rara, l’imenofillo di Wilson; le lontre frequentano il fiume, e pipistrelli rari svernano nelle vecchie gallerie minerarie.
Cosa vedrete
- Un caos di blocchi giganti di granito, di un massiccio di circa 315 milioni di anni, a pochi minuti a piedi dal villaggio.
- La Roche Tremblante, circa 137 tonnellate, che oscilla quando si spinge nel punto giusto: una prova di precisione, non di forza.
- La Rivière d’Argent, che scompare sotto le rocce e riappare, dal Chaos du Moulin al Gouffre.
- La Grotte du Diable, in cui si scende tra i blocchi al suono del fiume.
- Il Champignon, più di 200 tonnellate di granito in equilibrio su una base stretta, e le forme del Ménage de la Vierge.
- Il Camp d’Artus, un oppidum gallico di circa 30 ettari, il più grande della penisola armoricana.
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- Il Moulin du Chaos, datato 1339 sull’architrave, e il lago creato per le antiche miniere di piombo e argento.
- Più di 30 km di sentieri, dal breve anello di 1,6 km all’anello di scoperta di 8,9 km, con il GR 37 e il GR 380.
- Una foresta molto umida coperta di muschio e felci, dove vivono lontre, la chiocciola di Quimper e pipistrelli rari.
- Leggende a ogni roccia: Gargantua, il Diavolo, Dahut, le fate e re Artù.
Informazioni pratiche
- Parcheggio
- Centro di Huelgoat e lago per il Moulin du Chaos; parcheggi all’Arquellen (Camp d’Artus), al Gouffre e alla Roche Cintrée.
- Animali
- Sotto controllo. Guinzaglio obbligatorio dal 15 aprile al 30 giugno fuori dalle piste forestali, consigliato tutto l’anno.
- Momento migliore
- Primavera per il verde e l’acqua, settembre e ottobre per i colori. Al mattino presto per evitare la folla estiva.
Consigli sul posto
- Le rocce sono molto scivolose, anche diversi giorni dopo la pioggia, soprattutto nella Grotte du Diable, lungo il fiume e al Gouffre. Indossa scarponi o scarpe da ginnastica con buona presa, mai infradito.
- Non tutti i punti hanno barriere: tieni i bambini vicini, non arrampicarti sui blocchi e non lasciare il sentiero per scendere in fondo al Gouffre.
- Il nostro percorso per una prima visita (da 2 ore e mezza a 3 ore): il lago, il Moulin du Chaos, la Grotte du Diable, il Ménage de la Vierge, la Roche Tremblante, il Champignon, l’Allée Violette, la Mare aux Fées e il Gouffre. Con più tempo: la Mare aux Sangliers, la grotta e il Camp d’Artus.
- Con un’ora sola: il breve anello panoramico di circa 1,6 km intorno al Moulin du Chaos, alla Grotte du Diable, al Ménage de la Vierge e alla Roche Tremblante.
- Con bambini piccoli porta un marsupio: i passeggini non passano tra i blocchi né nella Grotte du Diable. Il giro del lago e il villaggio sono facili.
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- Alla Roche Tremblante cerca il punto di pressione invece di forzare, e non spingere mai se qualcuno vi è sopra.
- In autunno e inverno controlla il calendario di caccia dell’ONF per la foresta demaniale di Huelgoat. Se c’è un cartello “chasse en cours” (caccia in corso), non entrare.
- È una foresta in produzione: non entrare mai in un cantiere di taglio né arrampicarti sulle cataste di tronchi, molto instabili. Dopo una tempesta possono esserci ancora rami sospesi: rispetta le chiusure.
- Cani benvenuti, sotto controllo. Dal 15 aprile al 30 giugno il guinzaglio è obbligatorio fuori dalle piste forestali; consigliato tutto l’anno per i cerbiatti e i cinghiali.
- Niente fuochi, barbecue, mozziconi né campeggio libero. Riporta via tutti i rifiuti, bucce comprese.
- Raccolta con moderazione e solo per uso familiare: l’ONF applica in genere un limite di 5 litri di funghi o bacche a persona. Lascia il legno morto dov’è.
- D’estate, secondo l’ONF, più di 2.000 visitatori al giorno in certe giornate: vieni al mattino presto. La luce migliore è in autunno e dopo una pioggia leggera.
- Droni: una foresta demaniale non significa decollo libero. Verifica le norme aeree e le condizioni dell’ONF prima di ogni volo.
Domande frequenti
Quanto è grande?
Circa 1.170 ettari di foresta demaniale, nei comuni di Huelgoat, Berrien e Poullaouen. Il massiccio granitico sottostante copre circa 110 km².
Da dove cominciare?
Al lago e al Moulin du Chaos, ai margini del villaggio. Poi si susseguono i siti principali: la Grotte du Diable, il Ménage de la Vierge, la Roche Tremblante e il Champignon.
Quanto tempo bisogna prevedere?
Un’ora per i siti vicino al Moulin du Chaos, da 2 ore e mezza a 3 ore per una buona prima visita, mezza giornata per l’anello di scoperta di 8,9 km, una giornata intera per aggiungere il Camp d’Artus.
Come si sono formate queste rocce?
Il granito si formò circa 315 milioni di anni fa in profondità. Risalendo verso la superficie si fessurò; l’acqua alterò le fessure e arrotondò gli spigoli, poi l’erosione portò via la sabbia lasciando grandi blocchi accatastati: un caos. Secondo la leggenda, Gargantua li scagliò su Huelgoat, scontento di un pasto a base di pappa di grano saraceno.
Si può davvero far muovere la Roche Tremblante?
Sì. Questo blocco di circa 137 tonnellate poggia su un punto piccolissimo e oscilla leggermente quando si spinge nel punto giusto. Non è questione di forza ma di precisione: anche un bambino ci riesce se trova il punto.
La Grotte du Diable è facile da raggiungere?
No. Si scende per gradini e un passaggio stretto tra i blocchi, spesso molto scivoloso. Non è adatta a passeggini o persone con mobilità ridotta; con bambini molto piccoli si può semplicemente guardarla dall’alto.
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Da leggere nel giornale
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Recensioni dei viaggiatori
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Fotografia: Einaz80 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
