Sito storico
Valle dei Santi
Carnoët · Côtes-d’Armor
Più di 200 statue monumentali di granito bretone su una collina della Bretagna centrale, in un progetto contemporaneo che punta a mille.
- Durata consigliata
- Due ore
- Tipo di luogo
- Parco di sculture monumentali di granito
- Atmosfera
- Monumentale, ventoso e stranamente silenzioso
- Come arrivare
- Quénéquillec, Carnoët. Accesso libero al sito; parcheggio a pagamento a circa 250 m lungo uno sterrato
A chi è adatto questo luogo
- In famiglia
- 10/10
- In coppia
- 9/10
- Con amici
- 9/10
- Da soli
- 9/10
- Con un cane
- 9/10
- Mobilità ridotta
- 6/10
Questi punteggi sono calcolati da ciò che indica la pagina: classificazione ufficiale, servizi, difficoltà, durata e posizione. Sono indicativi e non sostituiscono il contatto con la struttura, soprattutto per l’accessibilità.
Informazioni
Sulla collina di Quénéquillec, a Carnoët, più di duecento statue di granito si ergono in un paesaggio aperto della Bretagna centrale. La maggior parte è alta circa quattro metri e pesa diverse tonnellate, e ognuna rappresenta un santo o una grande figura della tradizione religiosa bretone. L’effetto è impressionante, e un equivoco va chiarito subito: queste statue non sono antiche. Non sono né medievali né megalitiche. La prima è stata scolpita nel 2009, la duecentesima nel 2025. È un progetto contemporaneo, ed è lontano dall’essere concluso. Il progetto è nato nel luglio 2008, promosso da un’associazione i cui fondatori, Philippe Abjean, Sébastien Minguy e Philippe Hajas, si sono posti un’ambizione smisurata: riunire un giorno mille sculture monumentali. La prima opera, nel 2009, fu dedicata ai sette santi fondatori della Bretagna, i cui nomi furono dati ai sette antichi vescovadi del Tro Breiz: Corentin per Quimper, Pol Aurélien per Saint-Pol-de-Léon, Tugdual per Tréguier, Brieuc per Saint-Brieuc, Malo per Saint-Malo, Samson per Dol-de-Bretagne e Patern per Vannes. Questi sette, più piccoli dei successivi, circondano ancora la motta feudale al centro del sito. Le mille statue restano un obiettivo, non il numero attuale: a questo ritmo il progetto durerà diverse generazioni. Quello che si viene davvero a cercare qui è la Bretagna dei toponimi. Migliaia di paesi, parrocchie, cappelle e sorgenti portano il nome di un santo, e i prefissi Plou, Lan, Loc e Tre ne evocano altri. Questi nomi risalgono all’Alto Medioevo, al V, VI e VII secolo, quando monaci del Galles, della Cornovaglia e dell’Irlanda contribuirono a portare il cristianesimo in Armorica. Per molte di queste figure le informazioni storiche sono scarse: le si conosce attraverso tradizioni orali e vite di santi scritte secoli dopo. Alcune sono documentate, altre quasi interamente leggendarie, e molte furono onorate da un culto locale molto prima di qualsiasi canonizzazione moderna. Gli scultori le trattano con grande libertà, giocando con i loro attributi: un santo navigatore con la sua barca, un santo che porta la propria testa, un drago, una sorgente, un animale. Il granito è l’altro tema del luogo. L’associazione usa solo granito bretone, proveniente da una decina di cave diverse, con pietre grigio chiaro, grigio scuro, rosa, rossicce, bluastre o quasi bianche. Il sito è diventato una vetrina geologica quanto artistica, e le opere sono destinate a invecchiare: licheni, muschi, patine, ossidazione. Gli stili sono tutt’altro che uniformi, dal realismo marcato all’astrazione quasi totale secondo l’artista, e diverse decine di scultori vi hanno lavorato. Due cose da sapere prima di venire. Primo, il sito è gratuito e aperto ventiquattro ore su ventiquattro tutto l’anno: si paga solo il parcheggio, e il percorso non è illuminato, quindi una visita notturna su questo terreno naturale e collinare è sconsigliata. Secondo, le statue sono scolpite sul posto, davanti al pubblico, durante le sessioni di scultura primaverili ed estive, nei giorni feriali: il motivo migliore per scegliere la data. E la collina aveva una storia molto prima del 2009, perché i giganti circondano una motta feudale, la cappella di Saint-Gildas costruita intorno al 1500 e un’antica fontana devozionale dove si portavano i cavalli a farsi benedire.
Cosa vedrete
- Più di duecento statue monumentali, in un progetto che punta a mille nel lunghissimo periodo
- Opere contemporanee, scolpite dal 2009, non pietre antiche
- I sette santi fondatori della Bretagna intorno alla motta feudale, la prima opera del sito
- Solo granito bretone da una decina di cave: grigio, rosa, rossiccio, bluastro, quasi bianco
- Scultori al lavoro davanti al pubblico durante le sessioni di primavera ed estate
- Accesso completamente libero al sito, aperto giorno e notte tutto l’anno
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- La motta feudale e la sua vista sulla Bretagna centrale
- La cappella di Saint-Gildas, intorno al 1500, classificata monumento storico, con il suo jubé di legno dipinto del XVI secolo
- La fontana di Saint-Gildas, dove si portavano i cavalli a farsi benedire
- Un luogo che cambia di anno in anno: torna cinque anni dopo e vedrai qualcosa di nuovo
Informazioni pratiche
- Indirizzo
- Quénéquillec, 22160 Carnoët, Côtes-d’Armor
- Trasporti pubblici
- Soprattutto in auto: dalla N164 passando per Carhaix e poi la D787, o la N12 e l’uscita Callac. Le stazioni di Callac e Carhaix sono in zona, ma bisogna organizzare l’ultimo tratto. A piedi, il sito si trova sul sentiero GR 37 “Cœur de Bretagne”.
- Parcheggio
- Parcheggio attrezzato a circa 250 metri dall’ingresso, lungo uno sterrato, aperto 24 ore su 24: 300 posti auto, 40 camper, 40 moto, 10 pullman e 12 posti per disabili, con un punto di discesa più vicino all’ingresso. Camper ammessi fino a 24 ore, ma senza acqua né elettricità: è un parcheggio, non un’area di servizio. Nessuna colonnina di ricarica nel parcheggio; le più vicine sono nel villaggio di Carnoët.
- Animali
- Cani al guinzaglio benvenuti. Il sito è una delle migliori opzioni della zona per una visita con il cane.
- Accessibilità
- Parzialmente accessibile. Le statue occupano circa 8 ettari di terreno naturale, su sentieri sterrati non asfaltati, collinari e a volte fangosi: un percorso permette di vedere gran parte del sito in sedia a rotelle, ma non tutto. Il sito non presta sedie a rotelle. Accoglienza, negozio, zona ristoro, servizi igienici, cantieri di scultura e area picnic sono accessibili, e lungo il percorso ci sono panche di granito chiamate korribancs. La visita guidata in carrello elettrico (sei persone, 45 minuti) è la soluzione migliore se camminare è molto difficile.
- Momento migliore
- Da aprile a giugno e settembre per il miglior equilibrio tra meteo, affluenza e sculture in corso. L’alba e il tardo pomeriggio per la luce e la calma. L’inverno per la nebbia e il silenzio, senza scultori.
Consigli sul posto
- Calcola due ore per una vera prima visita, un’ora per un’occhiata veloce
- Per vedere gli scultori al lavoro vieni da aprile a settembre in un giorno feriale: verifica prima il calendario delle sessioni
- Il sito è gratuito; si paga solo il parcheggio, una tariffa fissa indipendentemente dalla durata, con carta all’uscita
- Il parcheggio è a circa 250 metri dall’ingresso lungo uno sterrato: c’è un punto di discesa più vicino
- Prendi l’audioguida o una visita guidata: senza la spiegazione degli attributi, le statue restano mute
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- Inizia dalla motta feudale e dai sette santi fondatori, poi gironzola tra le opere
- La collina è molto esposta: porta uno strato in più di quanto suggerisca il cielo, anche d’estate
- Terreno naturale e collinare: scarpe chiuse e, se ce l’hai, un passeggino fuoristrada
- Dopo forti piogge i sentieri diventano a tratti fangosi e scivolosi
- L’alba e il tardo pomeriggio sono i momenti più belli, e il sito è aperto, ma il percorso non è illuminato
- Se camminare è molto difficile, prenota la visita guidata in carrello elettrico
- Non arrampicarti sulle sculture: sono opere d’arte; i droni sono vietati senza autorizzazione
Domande frequenti
Come si paga?
Con carta alla cassa automatica all’uscita; i contanti non sono accettati.
Quando è aperto il sito?
Ventiquattro ore su ventiquattro, 365 giorni l’anno, anche d’inverno e dopo la chiusura del negozio.
Quindi si può visitare di notte?
Il sito è aperto, ma il percorso non è illuminato e il terreno è naturale e collinare. Una visita notturna è sconsigliata.
Quante statue ci sono?
Più di duecento nel 2026. La soglia dei 200 è stata superata nel 2025, e il numero cresce ogni anno.
Ci sono mille statue?
No. Mille è l’obiettivo di lunghissimo periodo del progetto, non il numero attuale. A questo ritmo continuerà per diverse generazioni.
Le statue sono antiche?
No, ed è la confusione più comune. Sono contemporanee: la prima è stata scolpita nel 2009. Non sono né medievali, né celtiche, né megalitiche.
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Fotografie: GolDavis · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · Kergourlay · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · Romainbehar · CC0 · Wikimedia Commons · Mike Finn · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons




