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I fari della Bretagna

I fari dell’inferno, quelli visitabili e dove vederli da terra: la più grande concentrazione al mondo.

7 min di lettura

Il mare d’Iroise, tra la Pointe du Raz e Ouessant, ha la più grande concentrazione di fari al mondo. Non è decorazione: è uno dei passaggi più pericolosi d’Europa, con correnti da otto a dieci nodi nel Fromveur, scogli a fior d’acqua e un’onda lunga atlantica che arriva senza nulla a fermarla.

I guardiani classificavano i loro incarichi in tre categorie, e la classificazione dice tutto. Il paradiso era un faro a terra, dove viveva la famiglia. Il purgatorio, un faro su un’isola abitata. L’inferno, un faro costruito su uno scoglio in mare aperto, dove si restava per settimane senza poter partire col mare grosso.

I fari dell’inferno

  • La Jument, nel Fromveur, reso celebre dalla fotografia di Jean Guichard del 1989: il guardiano sulla porta, l’onda alle sue spalle.
  • Ar-Men, in fondo alla Chaussée de Sein, il più temuto di tutti: quattordici anni di costruzione, dal 1867 al 1881, con una media di sette giorni di lavoro all’anno, perché il mare impediva i lavori il resto del tempo. Il suo nome significa “la pietra” in bretone.
  • Kéréon, tra Ouessant e Molène, detto l’ultimo “faro monumento”: mosaici nella tromba delle scale, parquet di quercia con una rosa dei venti intarsiata in mogano ed ebano, rivestimenti di quercia d’Ungheria. Amicie Lebaudy ne pagò più della metà, e porta il nome del suo prozio, ufficiale di marina ghigliottinato nel 1794.
  • La Vieille, nel Raz de Sein, e Tévennec, che si dice infestato, da cui i guardiani se ne andavano prima della fine dell’incarico.

Nessuno è visitabile: sono automatizzati dagli anni Novanta e inaccessibili. Si vedono dalla costa, da una barca o dalle isole.

Quelli che si visitano

Una manciata di fari a terra apre le sue scale al pubblico, in stagione e col bel tempo. Sono torri da duecento a trecento gradini, senza ascensore, e il vento decide: una visita può chiudere nel giro di un’ora.

I fari della nostra guida

Orari e condizioni di visita cambiano da una stagione all’altra, e le visite chiudono con il vento forte: informatevi il giorno stesso presso il faro o l’ufficio turistico.

Come leggere un faro

Ogni faro ha la sua caratteristica luminosa, che permette di riconoscerlo di notte senza carta: un lampo ogni cinque secondi, due lampi raggruppati ogni dieci, una luce fissa. È indicata sulle carte nautiche, e si può osservare dalla costa al crepuscolo.

Dove vederli da terra

Punti panoramici sul mare d’Iroise e altrove

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