La Belle BretagneLa Belle
Bretagne

Al largo

Le isole bretoni

Bréhat, Ouessant, Sein, Groix, Belle-Île: quale scegliere, come arrivarci e perché un giorno non basta mai.

8 min di lettura

Un’isola bretone non è una gita, è un giorno intero, e spesso due. La traversata dura da dieci minuti a un’ora e un quarto, fuori stagione le partenze sono limitate, e perdere l’ultimo battello significa passarci la notte, cosa non sempre possibile.

È anche ciò che le rende speciali: dalle cinque del pomeriggio, quando i battelli della giornata sono ripartiti, un’isola cambia completamente. Tutti quelli che ci dormono lo dicono.

Quale scegliere

IsolaPartenzaTraversataCosa si trova
BréhatPointe de l’Arcouest10 minOrtensie, granito rosa, niente auto
OuessantLe Conquet o Brest1 ora e 15 o 2 ore e 30Fari, brughiera, la fine del mondo
SeinAudierne1 oraPiatta, minuscola, senza tempo
MolèneLe Conquet45 minSettanta abitanti, foche
GroixLorient45 minUna spiaggia convessa, scogliere, bici
Belle-ÎleQuiberon45 minLa più grande, quattro comuni
Houat e HœdicQuiberon40 minSabbia bianca, quasi nient’altro
Île aux MoinesPort-Blanc5 minNel golfo, in bici

Per una prima volta, Bréhat o l’Île aux Moines: la traversata è breve, l’isola si gira a piedi e si torna la sera senza stress. Per vedere cosa significa “la fine del mondo”, Ouessant o Sein, ma restate a dormire.

Ouessant, la fine del mondo

Quindici chilometri quadrati battuti dai venti, cinque fari e un detto che riassume tutto: “Chi vede Ouessant vede il suo sangue”. Il passaggio del Fromveur, tra l’isola e Molène, porta la corrente più veloce d’Europa, da otto a dieci nodi. Il faro del Créac’h, a strisce bianche e nere, è uno dei più potenti del mondo e ospita un museo dei fari e dei segnalamenti, al momento chiuso per una lunga ristrutturazione.

Sein, a un metro e mezzo sul mare

L’Île de Sein raggiunge i sei metri nel punto più alto e si trova in media a un metro e mezzo sul mare: le tempeste la spazzano da parte a parte. Non ha auto né alberi, e i suoi vicoli sono a volte larghi un metro, costruiti così per spezzare il vento. A fine giugno 1940, centoquattordici dei suoi uomini partirono su cinque pescherecci per raggiungere de Gaulle a Londra; in tutto furono centotrentatré, tutti gli uomini in età di combattere, dal più giovane, salito di nascosto a bordo a quattordici anni, al più anziano di cinquantaquattro. Quando gli furono presentati, de Gaulle pronunciò le celebri parole: “L’Île de Sein è dunque un quarto della Francia.” L’isola è insignita della Croce della Liberazione.

Cosa sapere prima di prenotare

Cosa si vede

Sulle isole, e di fronte

Alcuni di questi luoghi sono sul continente, di fronte alle isole: è da lì che si vedono meglio, e la vista a volte vale la traversata.

I porti di partenza

Si dimentica spesso che un porto di partenza è una destinazione: Le Conquet, Audierne, Quiberon e la Pointe de l’Arcouest valgono da soli mezza giornata, ed è ciò che si fa comunque aspettando il battello.

Cosa vedere nei porti di partenza

Dormire su un’isola

È l’unico modo per vedere cosa diventa un’isola la sera. I posti sono limitati e si prenotano con mesi di anticipo a luglio e agosto, molto meno il resto dell’anno.

Alloggi sulla costa e sulle isole

Prezzi e disponibilità cambiano da una stagione all’altra: verificate con la struttura.

Per approfondire

Da leggere dopo