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A tavola

Mangiare in Bretagna

La differenza tra crêpe e galette, dove trovare le ostriche e i ristoranti che valgono il viaggio, dal bistrot alla stella.

7 min di lettura

La prima cosa da sapere, perché ogni turista sbaglia: in Bretagna la galette è salata e di grano saraceno, la crêpe è dolce e di farina di frumento. Il grano saraceno non è un cereale ma una poligonacea, cugina dell’acetosa, che cresce sui terreni poveri e acidi della regione, da cui il soprannome di “grano nero”.

Seconda cosa: la galette si mangia con il sidro, servito in una scodella, non in un bicchiere. Non è folclore, è usanza, e una crêperie che vi dà un bicchiere non è per forza cattiva, ma non fa come le altre.

Frutti di mare

La Bretagna produce la maggior parte delle ostriche francesi, e ogni baia ha il suo gusto: Cancale è iodata e carnosa, Riec-sur-Bélon dà l’ostrica piatta, tonda e dal sapore di nocciola, e la Rade de Brest e il golfo del Morbihan hanno ciascuna la propria. Le ostriche si mangiano tutto l’anno, nonostante la regola dei mesi con la “r”: d’estate sono solo lattiginose, quando si riproducono.

Astice blu, granciporro, capesante della baia di Saint-Brieuc, pescate da novembre ad aprile: sono i prodotti che fanno la fama dei ristoranti bretoni, e si trovano al mercato come in un tavolo stellato.

I ristoranti della nostra guida

La nostra guida elenca duecentoquarantasei ristoranti, quasi tutti riconosciuti dalla Guida MICHELIN: stellati, Bib Gourmand o semplicemente selezionati. È ben lontana dall’essere l’unica buona cucina della Bretagna, ma è una selezione verificata da persone che lo fanno di mestiere.

Ristoranti del nord della Bretagna

Ristoranti del sud della Bretagna

I ristoranti premiati si prenotano, a volte con settimane di anticipo in stagione. Orari e giorni di chiusura cambiano: verificate con il ristorante.

I mercati

È qui che si mangia meglio per quasi niente: un mercato bretone ha ostriche aperte al momento, pesce sbarcato la mattina, burro salato al chilo e galettes saucisses nell’est della regione. Trecentouno comuni ne tengono uno, quasi sempre la mattina.

Mercati da scoprire

Cosa assaggiare almeno una volta

  • Il kouign-amann, nato a Douarnenez intorno al 1860 dalle mani del fornaio Yves-René Scordia, rimasto senza dolci in una giornata affollata: pasta di pane, burro e zucchero, piegata come una sfoglia. Il suo nome dà la ricetta: “dolce al burro”.
  • Il far breton, con o senza prugne, a seconda del partito a cui si appartiene.
  • La galette saucisse, nell’est: una salsiccia grigliata avvolta in una galette fredda, mangiata in piedi al mercato o allo stadio.
  • Il burro salato, che risale a un privilegio fiscale: la Bretagna, ducato indipendente e poi provincia che negoziò la sua unione nel 1532, era esente dalla gabella, la tassa sul sale. Il resto del regno passò al burro dolce, diventato più economico; qui il sale restò abbondante, e il burro salato pure.
  • Il sidro, bevuto secco piuttosto che dolce con una galette.

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